IO NON STO ZITTA!

25 novembre 2022, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Era il 25 novembre del 1960, quando tre sorelle, Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, conosciute come “Las Mariposas”, furono brutalmente assassinate, per ordine del dittatore Trujillo, nella Repubblica Dominicana. Erano attiviste politiche, insieme ai loro mariti. Furono uccise, per essere messe a tacere, ma la morte le trasformò in martiri, ovvero “testimoni” della crudeltà della dittatura che combattevano.

Il 17 dicembre 1999, con la risoluzione numero 54/134, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite designò il 25 novembre “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, in ricordo della morte delle tre sorelle e di tutte le donne vittime di violenza.

Nella risoluzione venne precisato che si intende per violenza contro le donne “qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata”.

Da allora sono trascorsi molti anni, contrassegnati da un crescendo nella violenza di genere.

Ad essi si è aggiunto un altro anno e ancora una lugubre lista di nomi e di foto di donne immortalate non nel giorno della loro laurea, del loro matrimonio, del giorno in cui sono diventate madri o in quello della loro promozione professionale, ma in quello in cui la morte le ha fissate per sempre, per mano di chi le ha costrette al silenzio.

Perché le donne, secondo una mentalità diffusa a tutte le latitudini e in molti ambienti sociali e culturali, dovrebbero tacere, sempre, per non infastidire con il suono della loro voce; dovrebbero rassegnarsi alle sopraffazioni, alle intimidazioni, alle minacce, alle aggressioni verbali, fisiche, ai ricatti psicologici, economici, sociali, quasi come ad un destino ineluttabile …

“Stai zitta”, si dice spesso loro, per indurle al silenzio, sminuendole, mortificandole, riducendole al ruolo di reiette, di minorate, di soggetti giuridicamente incapaci di autodeterminarsi.

BASTA!!!

Non faremo più finta di non vedere e di non sentire. Parleremo, anzi, grideremo e DENUNCEREMO ciò che succede nelle nostre case, nelle nostre città, nei nostri luoghi di lavoro, all’interno delle relazioni affettive e sociali.

L’Istituto comprensivo “Carlo Urbani” di Moie e Castelplanio, con la realizzazione dello striscione (da parte delle classi terze della secondaria di Moie), esposto all’ingresso della scuola, testimonia la volontà di denuncia di ogni tipo di violenza di genere, rappresenta una netta condanna nei confronti di agiti sociali e privati inaccettabili ed esprime solidarietà nei confronti delle vittime.

Perché non accada MAI PIU’ che qualcuno riduca al silenzio una donna, tentando di annullarne l’umanità.

Prof.ssa Cinzia Carboni

Moie, 25/11/2022