28 ottobre 2018 – Progetto solidarietà: fratelli lontani, vicini nel cuore

Festa a Moie con la scuola M.L.King

Domenica 28 ottobre molti alunni della M.L.King, accompagnati da genitori e insegnanti, hanno partecipato alla festa per il 30° anniversario delle Adozioni a distanza, che la comunità di Moie ha voluto celebrare insieme ai Padri Cappuccini delle Marche.

«Nel 1983-1985 l’Etiopia è stata colpita da una grave carestia che uccise più di un milione di persone. -ha detto p. Francesco Padre Francesco Pettinelli, responsabile delle Missioni Estere Cappuccini, presente alla giornata insieme a padre Vincenzo Febi, missionario italiano in Benin, padre Michel Gonsalves del Benin, fratel Angelò del Benin e fratel Melbrat dell’Etiopia. –

Morirono anche tanti bambini e molti di loro rimasero orfani. Fu allora che padre Augusto Silenzi, allora segretario delle Missioni Estere Cappuccini, promosse il progetto delle adozioni a distanza.»

Nel 1988 lo presentò anche a Moie, e raccontò la drammatica situazione del Wolajta, una delle regioni più povere dell’Etiopia. La signora Edda Guerro fu così colpita dalle sue parole che decise con la sua famiglia di adottare un piccolo orfano, destinando alla solidarietà la somma di denaro che aveva accantonato per l’acquisto di un secondo televisore. Iniziò anche a interessare amici, parenti, fino a coinvolgere nelle adozioni a distanza anche la nostra scuola primaria, grazie alla sensibilità dell’insegnante Patrizia Renzi, che ha seguito per molti anni il progetto.

In occasione della festa del 28 ottobre gli alunni, coordinati dall’insegnante di religione cattolica Serena Cesaroni e da Patrizia Renzi, storica referente del Progetto Solidarietà, hanno quindi raccontato il loro ventennale progetto di adozioni a distanza e cantato “Il mio fratellino a distanza”.

«Ogni anno la signora Edda viene a scuola, ci racconta le condizioni di vita di questi bambini e ci mostra con parole, video e foto l’impegno dei missionari e delle persone che si occupano della loro salute e della loro istruzione. – hanno spiegato i bambini – Per adottare i fratellini etiopi ogni bambino dona un suo piccolo contributo, frutto di un impegno personale – o un fioretto – come dice sempre Edda. In ogni classe ci sono le foto dei due bambini che la scuola adotta e che provvede a sostenere fino al quindicesimo anno di età nell’istruzione, nella salute e nel necessario per vivere e crescere in modo dignitoso.»

 

Come segno concreto di questa fratellanza vissuta i bambini hanno donato a tutti i presenti dei cuori colorati realizzati da loro «perché possiamo ricordare ogni giorno che ogni bambino lontano è nostro fratello.»