23 – 28 ottobre 2017: a scuola con Libriamoci

La lettura…come un dono

A scuola con Libriamoci

Una storia: si apre tra parole che volano libere e leggere. Le immagini si rincorrono, alla scoperta dei mille colori del viaggio. Volti, emozioni, luoghi scivolano dalle pagine, una dopo l’altra, tra il cuore e la mente, tra l’immaginazione e quel tempo donato.

Libriamoci, il progetto nazionale di promozione della lettura a cui l’Istituto ha aderito,  ha coinvolto nella settimana dal 23 al 28 ottobre diciotto classi delle scuole primarie “A.Frank” di Macine e “M. L. King” di Moie. Oltre quattrocento alunni hanno potuto così assaporare, per qualche giorno, un volto diverso della scuola: la libertà di volare sulle ali della fantasia, di emozionarsi, di ridere, di stare insieme dentro un tempo ospitale e piacevole.

Libriamoci-Giornate di lettura nelle scuole, promosso  dal Miur con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e giunto alla sua quarta edizione, è un’iniziativa dedicata a tutte le scuole di ogni ordine e grado; tre i filoni tematici proposti, che hanno orientato le scelte dei testi: lettura e ambiente, lettura e solidarietà, lettura e benessere. E nel corso dell’anno scolastico potranno essere avviati progetti di lettura da concludersi nel mese di maggio prossimo, in occasione della campagna nazionale “Il Maggio dei Libri 2018”

«Moltissimi genitori e volontari si sono coinvolti nella lettura ad alta voce, in classe o presso la Biblioteca La Fornace. –ha spiegato l’insegnante referente d’Istituto Stefania Lucidi- Ed hanno condiviso con gli insegnanti le finalità dell’iniziativa: trasmettere l’amore per la lettura svincolata da ogni valutazione scolastica, capace di coinvolgere non solo i processi cognitivi, ma soprattutto quelli affettivi, migliorare la comprensione dei testi proprio attraverso la lettura ad alta voce, accrescere l’attenzione e la concentrazione.»

Educare al piacere della lettura, dunque, per allenarsi a crescere e a stare insieme. Ed è stato proprio questo l’aspetto messo in evidenza da molti genitori-lettori, che hanno vissuto con i propri figli e con gli insegnanti la concretezza della partecipazione attiva. «Una bellissima esperienza. – racconta Gessica – E una grande emozione leggere alla classe di mio figlio, con tutti quegli occhi che mi guardavano!»

Mamme e papà coinvolti, entusiasti, a volte critici con se stessi, quando l’emozione spezzava per un attimo la voce. Ma poi arrivava l’applauso dei bambini al termine del brano, e allora la gioia trasportava tutti nella consapevolezza del valore inestimabile di quei momenti unici. Perché la lettura ad alta voce è capace di rafforzare i legami, oltre ad allenare comprensione, creatività e memoria, a sviluppare la concentrazione e la capacità di ascolto. Lo dicono gli esperti da molto tempo, ma solo l’esperienza vissuta ne può dare conferma ed innestare la motivazione a proseguire.

«Anche se il bambino ha iniziato a leggere da solo, è importante continuare con le letture a voce alta. Non bisogna mai smettere di leggere per i figli, anche quando sono grandi, perché la lettura ad alta voce è un dono per i figli. – lo ha detto lo scrittore Daniel Pennac, parlando dei giovani e del piacere della lettura, che oggi sembra smarrito. –Perché? Ci chiediamo. Le risposte sono tante: di solito si dà la colpa alla televisione, ai videogiochi, ai pc e più in generale alle nuove tecnologie, ma anche la scuola e la società sono spesso considerate responsabili. Invocando queste cause oggettive – che hanno tutte un qualche fondamento – ci si libera però da ogni responsabilità soggettiva: è sempre colpa degli altri e di un sistema su cui non abbiamo alcun controllo. Troppo facile! Ciascuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. Per quanto riguarda la televisione e più in generale il mondo di internet e delle immagini, non credo che si debbano demonizzare: non sono loro ad uccidere la lettura. Naturalmente gli eccessi sono sempre pericolosi, ma la lettura e l’universo dell’immagine possono benissimo coesistere. Spesso noi adulti obblighiamo i figli a leggere, mentre loro preferiscono i videogiochi. E allora doniamoci dieci minuti al giorno per leggere insieme, stare vicini, magari tenendo il bambino abbracciato. Quello che conta è condividere una situazione piacevole che sarà impressa per sempre. E che donerà anche la sicurezza per migliorare la capacità di leggere a voce alta. Ricordiamoci sempre che lettori non si nasce, ma si diventa! E che il verbo leggere non sopporta costrizioni, come il verbo amare o il verbo sognare… Ciò che ci spinge alla lettura è il desiderio.»